Da giovedì 17 aprile 2014

Gigolò per caso

  • un film di John Turturro
  • con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis
  • Genere: Commedia
  • Durata: 98 min.
  • Paese: USA 2013
Sinossi:

Fioravante è un gentiluomo di mezza età che svolge svariate mansioni. Elettricista, idraulico, artista floreale e in tempi di magra gigolò, Fioravante attrae le donne con la sua dignità e la sua costanza. Factotum cortese passeggia tra i borough di New York in compagnia di Murray, amico di vecchia data che gli procura i contatti con donne in cerca di avventure erotiche o carezze amorevoli. Condiviso da due ricche signore di Park Avenue, Fioravante le ascolta e le celebra in lunghe sedute in cui sfoggia la naturale sensibilità, l’arte della danza e del massaggio. Se Murray tiene il conto degli affari, Fioravante non ha messo in conto di innamorarsi. Incontrata Avigal, giovane vedova di un Rabbino, il nostro cede armi e cuore. Contro di lui si solleva una comunità chassidica e Dovi, ebreo ortodosso invaghito da sempre di Avigal. Tra erotismo ed ebraismo, Fioravante muoverà nella vita e nei sentimenti con la delicatezza delle sue composizioni floreali.
Che cosa potrebbe mai accadere tra un uomo e una donna in un appartamento di New York dopo anni di sfruttamento di quella certa formula e di quel certo décor? Cosa di raccontabile potrebbe ancora accadere ce lo rivela John Turturro, alla sua quinta regia fuori standard e sommamente chic. Sguardi rapiti e solitudini sospese si incrociano dentro una commedia vaga e garbata conficcata nei molti cuori (etnici) di New York. Ventotto anni dopo Hannah e le sue sorelle spetta a John Turturro dirigere Woody Allen, che nella finzione lo inventa gigolò. Apprendista gigolò, perché il suo protagonista impara sul campo il ‘mestiere più vecchio del mondo’, per cui dimostra una straordinaria disposizione, valorizzando donne a cui qualcuno ha smesso di prestare attenzione. Fioravante, riservato e cortese tuttofare di origine italiana, parla poco e osserva molto catturando il nostro sguardo e quello delle sue signore, che avvicina con movimenti morbidi come pennellate.
Avvolgente e ipnotico, Gigolò per caso è una radiografia ravvicinata di una solitudine gravosa, interrotta dal delicato movimento romantico del Fioravante di Turturro, che pratica l’amore ai tempi della crisi, diluita in qualche bicchiere e in amplessi retribuiti. Amore che non significa stare insieme ma uno accanto all’altro, amore che osserva la bellezza irraggiungibile delle donne, quelle che il protagonista desidera, ama e lascia (andare) nel corso della sua vocazione. Un campionario femminile di rilievo, erotizzato da Sharon Stone e Sofía Vergara, ‘incapricciato’ da Vanessa Paradis e familiarizzato da Aida Turturro, in cui si inserisce senza deprezzarle l’attore autore, che lascia salire la temperatura emotiva della storia fino a concentrarsi ancora e sempre sul territorio dei sentimenti. Perché Fioravante alla fine cede alla tentazione di rompere il cerchio dell’isolamento, di far scorrere ancora la vita, di intrecciare una relazione, solo verbale, solo di sguardi, con la vedova ortodossa di Vanessa Paradis.
Non è un amore, è solo la promessa di un amore possibile ma sufficiente a scatenare un terremoto emozionale nell’ordinaria routine del protagonista, affiancato dal lenone di Woody Allen. E al ‘venerabile maestro’ Turturro non chiede di risplendere per le opere passate ma per la capacità di essere attore del presente, accordando le loro poetiche con parole, note e notazioni antropologiche. Come i suoi personaggi, il Murray di Allen cerca una soluzione alla propria crisi d’identità, lanciandosi (conto terzi) in un’avventura sessuale, sfuggendo alla propria ebraicità ma finendo giudicato da un tribunale chassidico e intrappolato in una concezione del mondo profondamente ebraica. Se per Allen la relazione sentimentale rappresenta la soluzione, per Turturro la soluzione elaborata è un congedo di irripetibile delicatezza.
Così in Gigolò per caso niente davvero accade perché il regista sa non farlo accadere nello stile stranito e lievemente livido che segna le migliori commedie sentimentali americane degli ultimi dieci anni. Lavorando sul filo dell’understatement solenne, John Turturro è la garanzia emotiva di un impalpabile romance, che sfuma le cigarettes, ’suona’ la canzone popolare, consuma l’offerta di corpi, promesse e misteri. La ragione d’essere sono invece le protagoniste femminili che nei dialoghi con lui ricevono il doppio di tempo e di spazio. Perché a Fioravante, sovente in silenzio, spetta il compito equilibratore del testimone.



Orario:

Giovedì 24  aprile: 21.30

Venerdì 25 aprile: 19 aprile: 16.30 - 18.30 – 20.30 – 22.30

Sabato 26 aprile: 18.30 – 20.30 – 22.30

Domenica 27 aprile: 16.30 – 18.30 – 20.30 – 22.30

Mercoledì 30 aprile: 21.30

La proiezioni di mercoledì 30 in lingua originale

Mercoledì e venerdì ingresso solo 5 euro

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