Tutti pazzi per Rose: recensione, riflessioni e trama

Pubblicato in Blog mercoledì 5 giugno 2013

Tutti pazzi per Rose una  fresca commedia ritratto della prima emancipazione femminile fine anni ’50. Un film con molti spunti di riflessione.

Tutti pazzi per Rose è veramente una  spumeggiante commedia francese, bella  ben fatta ma, nella sua apparente leggerezza, ricca di parecchi contenuti ed innovazioni  lavorative che hanno reso possibile l’emancipazione  femminile. Rose è una simpatica ragazza di un paesino in Normandia che  non ambisce certo a diventare la sposa promessa del figlio del salumiere bottegaio, come  suo padre, e sicuro “buon partito”. Per capire il contesto di Tutti pazzi per Rose, dobbiamo calarci nella realtà della fine degli anni ’50 quando il boom lavorativo attirava anche le donne. Rose, come  tantissime altre donne  di quell’epoca, non ambiva certo ad essere relegata ad un ruolo di “massaia” e, attirata da una  macchina da scrivere in mostra sul banco del negozio del padre, nella solitudine e nella penombra e quasi di nascosto, scopre il suo grande talento: quello di essere una potenziale dattilografa molto veloce.

Tutti pazzi per Rose TRAMA:

Rose Pamphyle una  spumeggiante ragazza di 21 anni che mal tollera il futuro che  gli si prospetta al suo paese, un piccolo villaggio in Normandia dove l’attenderebbe un matrimonio combinato dal padre, scoperte le sue potenziali capacità lavorative, decide di scappare di casa e di tentare la  sua svolta di vita attraverso la ricerca di un posto di segretaria.

Giunta a Lisieux, un piccolo centro tuttavia importante per approcci e sbocchi lavorativi, si trova a dover combattere, per un posto di lavoro, con un’agguerrita schiera di altre ragazze apprendiste dattilografe, ma Rose, è molto testarda e riuscirà, pur battendo a macchina con due sole dita, a raccogliere l’attenzione del suo giovane  datore di lavoro.

Da qui in poi nasce uno strano ed interiormente combattuto rapporto  con Louis Echard, titolare dell’agenzia di assicurazioni presso la quale Rose lavora.

La figura di Louis (interpretato da Romain Duris), è molto particolare. E’ un aitante trentaseienne di buona  famiglia molto, anzi moltissimo scrupoloso ed attento, di un’attenzione  ed una  perseveranza quasi maniacale che si prende totalmente carico di Rose ( interpretata da Déborah François) diventando praticamente il suo “boss” “mister” in pratica una specie  di allenatore che  si è messo in testa che Rose possa diventare la campionessa mondiale di battitura a macchina, record detenuto da diversi anni con 115 battute, da una  ragazza americana allenata assiduamente. Ovviamente la strada è lunga e bisognerà scalare anche il titolo francese…

 RIFLESSIONI:

Ma dietro alla trama  di questa sfida e ricerca di record e successo, ecco che  si crea un assurdo rapporto di dipendenza psicologica da parte di entrambi, Rose e Louis si imbattono in un sentimento molto vicino all’amore ma che  Louis, probabilmente, ancora molto segnato  da un suo precedente rapporto con  quella che è diventata la moglie del suo miglior amico, non vuole vedere.

Tutto questo in un film  per nulla leggero, anzi che tratta volutamente, con molta leggerezza i temi di questa prima  emancipazione  femminile del dopoguerra.  In tutto questo, ovviamente, la  macchina  da scrivere la fa da padrona.

La macchina  da scrivere, come  dice Louis è stata creata per le  mani femminili ed adatta perfettamente al ruolo di segretaria, ma, tutto questo, in realtà rappresenta, per moltissime  giovani donne  di quella fine  degli anni ’50, una specie di lanterna dei sogni, un mezzo per emancipare il proprio ruolo, un mezzo per partecipare, attivamente alla vita produttiva ed economica del Paese e come appunto viene,  più volte, ricordato a Rose da altre donne: “tu sei quella che ha tutto ed ha raggiunto il sogno”.

Sogno di successo, di notorietà che, in Tutti pazzi per Rose, si assapora in pieno quando il successo e la notorietà sono raggiunte. Ma il successo, raggiunto  mediante una  metodica e stressante lotta contro il tempo e le battute di macchina, mette a dura prova i sentimenti e le certezze, soprattutto quelle  di Louis che  attraverserà momenti di dubbi esistenziali.

Il titolo originario del film francese è: “Populaire” che null’altro è che  la  marca di una  macchina  da scrivere i cui proprietari sono molto attenti a sfruttare, economicamente, il successo di queste apprendiste segretarie campionesse mettendo a loro disposizione modelli sempre più ergonomicamente avanzati. Assistiamo quindi al “trabordare” pubblicitario degli eventi, un susseguirsi dei copertine e di pubblicità a cui Rose non sa resistere, pubblicità che, realmente segnano il nascere anche  del fenomeno pubblicitario mondiale in quegli anni 1958, 1959.

Bello e travolgente nella  sua  parte finale, nella sfavillante New York,  Tutti pazzi per Rose, segna  il delinearsi  ed il dileguarsi dei dubbi di Louis, quando Rose si troverà a dover competere per il titolo mondiale in America…

Ottima  la fotografia con una attento occhio ai vestiti ed alle  pettinature dell’epoca, un ritratto della Francia e dell’America ma, potrei dire, anche  di tutta l’Europa di quella fine degli anni ’50 con un’attenzione  particolare anche  alle  musiche  con un remake di quella famosa canzone  che, sul finire di quel primo cinquantennio dello scorso secolo, invase anche  l’Italia: Cha cha cha della segretaria.

Una  commedia che  vivamente consiglio, apparentemente semplice ma  che  cela  molti aspetti  cruciali  di un’epoca molto importante appunto per i ruoli femminili. Un film, Tutti pazzi per Rose, che  non annoia  mai ma che, anzi, sorprende per la bella  interpretazione dei due protagonisti, un film che  mai si ripete ma che tende, sempre più, ad evidenziare moltissimo gli aspetti introspettivi dei due protagonisti, i loro sentimenti, le  loro paure ed i loro dubbi.

GENERE: Commedia

REGIA: Régis Roinsard

SCENEGGIATURA: Régis Roinsard, Daniel Presley, Romain Compingt

ATTORI:

Romain Duris, Déborah François, Bérénice Bejo, Shaun Benson, Mélanie Bernier, Miou-Miou, Eddy Mitchell, Frédéric Pierrot

Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Guillaume Schiffman

MONTAGGIO: Laure Gardette, Sophie Reine

PRODUZIONE: Les Productions du Trésor, Compagnie Cinématographique Européenne, La, Panache Productions

DISTRIBUZIONE: BIM

PAESE: Francia 2012

DURATA: 111 Min

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