Anna Karenina

Pubblicato in Blog giovedì 21 febbraio 2013

Che cos’è l’amore? Di cosa è fatto? E quanto un uomo può incanalarlo nelle strade della convenienza borghese? Sono domande di sempre, a cui scrittori e artisti di ogni epoca hanno risposto e da cui sono stati ispirati. L’amore parla per azioni, non per ragionamento. E quando due amanti ragionano, allora uccidono l’amore. Ma è certo che è una forza primigenia ed è certo che è una suprema fonte di felicità.

Joe Wright lo rappresenta in modo del tutto inconsueto; va ricordato che questa è la dodicesima volta che viene girato un film su Anna Karenina, e insieme in forma congrua per rappresentare la forza a volte poco orientabile e incanalabile negli schemi borghesi. Un po’ come un treno o come un cavallo in corsa.

Escono tutti e due dai binari, ma è così. Il suo procedere è inarrestabile. Così sarà per il destino di Anna, così sarà per quel cavallo che esce dal palco e precipita sul pubblico. Perché Wright, per somiglianze figurative , va ricordato che nasce da una formazione prevalentemente pittorica, e rappresenta attraverso uno stratagemma scenico questa forza incontenibile. Lo stratagemma è una parata in un palcoscenico teatrale. Tutta l’alta società imperiale assiste alla parata.

Lei, Anna, attende con ansia l’arrivo del suo amato. Dietro, sulle gradinate posteriori, il marito, Aleksei Aleksadrovic Karenin, studia con il canocchialino , tutti i movimenti di lei, la sua emozione durante l’attesa, la trasecolazione alla comparsa dell’uomo che ama, sino al grido quando accade quello che per un corrispettivo oggettivo, come direbbe Montale, accade. Il cavallo nel furore della corsa deraglia ed esce dal palco. Lui, il conte Vronskj è a terra, miracolosamente salvo.

Anna spezza quel ventaglio di pizzo che prima nervosamente agitava. Il marito comprende. Una scena di un vigore e una originalità assoluta, come la scelta di iniziare su un treno tutta la narrazione, con la stretta fedeltà al testo.

Il treno ed il cavallo diventano i ‘corrispettivi oggettivi’ dell’amore-passione, gli strumenti con cui la passione nasce e affiora , nella vergogna del mondo delle convenienze e delle costumanze borghesi.

Di questo film va ricordata l’interpretazione di Keira Knightley ( la prediletta del regista), il valore della sceneggiatura. Tom Stoppard è lo sceneggiatore. Il valore della fotografia (Seamus Mc Gavary) . Il valore della colonna sonora (Dario Maranelli) e il valore della costumista (Jacquelin Durran) già premiati in passato.

L’opera va assolutamente vista , per lo spettacolo inarrivabile che sa costruire il regista con l’aiuto di questa squadra di collaboratori d’eccezione e perché ancora una volta saremo calamitati nel mondo della Russia imperiale e nel mondo di sentimenti assoluti capaci di scardinare equilibri e convenzioni secolari. 

 

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