“Non è un dono, Billy, è una condanna.”

Pubblicato in Blog giovedì 6 gennaio 2011 | Tag: , , , , ,

L’idea che una persona vivente possa in qualche modo conoscere cosa c’è nell’aldilà è da sempre alla base di un’infinità di narrazioni, fuori e dentro lo schermo cinematografico.

Sviluppare una storia originale su questo tema non è un’impresa facile, ma i film che riescono nell’intento lasciano sempre un segno nella memoria dello spettatore. Da Ghost a Il Sesto Senso, molti film americani di successo sono incentrati sul tema della comunicazione fra il mondo dei morti e quello dei vivi. L’argomento è trattato in pellicole di genere completamente diverso, dalla commedia brillante all’horror.

L’ultimo film di Clint EastwoodHereafter – sviluppa la sua originalità proprio per il suo non appartenere ad alcun genere. Il film inizia con una fine tragica, la peggiore che si possa immaginare, e finisce con un inizio, carico di speranze.

Una giornalista francese travolta dallo tsunami del 2006, un ex sensitivo alla ricerca di una vita “normale” e un ragazzino dalla famiglia distrutta sono i tre protagonisti del film che si trovano a vivere una vita affacciata sul regno dei morti. Le loro storie si svolgono su registri diversi, thriller, romantico e drammatico, ma sono accomunate dalla solitudine di chi non può essere compreso.

La regia di Eastwood, lungi dall’essere un viaggio nel soprannaturale, racconta una storia sul conforto e l’empatia di chi vive nell’aldiquà.

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