I gatti persiani

Pubblicato in Blog venerdì 16 aprile 2010

Il film racconta la storia di due ragazzi, appena usciti di prigione per reati d’opinione
che vogliono fondare un gruppo indie rock per poi scappare ed esibirsi all’estero.
Ma come farlo quando ti mancano soldi e passaporto?

La storia è del tutto pr…etestuosa, perché grazie al loro peregrinare in giro per Teheran ,
il pubblico scopre l’esistenza di centinaia di gruppi musicali in Iran, e incontra decine di musicisti che vanno dal rock al rap passando per l’indie il blues e la world music.
I testi tutti rigorosamente sottotitolati denunciano un malessere esasperato di una generazione che vorrebbe solo fuggire ma non può.
Lo stile, macchina a mano che sembra seguire in ogni passo i due protagonisti, ha il sapore di una puntualissima video documentazione. Pare che abbiamo girato il film in clandestinità.
Gli unici momenti in cui si concedono virtuosismi di regia e montaggio, li troviamo nell’esibizioni dei gruppi alternate alla vita di Tehran.
Bisogna ammettere che il cinema di kiarostami è lontano ma questo non rappresenta un limite, semplicemente un nuovo modo di fare cinema, meno filosofico ma più dirompente.
Un sedicenne occidentale non guarderebbe mai un film di kiarostami, per ovvi motivi, mentre guarderebbe No One Knows About Persian Cats perché si riconoscerebbe in un disagio che è quello generazionale e scoprirebbe che i suoi coetanei di Tehran non se la passano così bene in tema di diritti civili…
È un film che fa sognare come solo la musica sa fare!
È un film importante!

da Caterina Dal Molin

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